02/02/2012

Ryan Kwanten sulla rivista italiana "Amica"

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Il nostro amato Ryan Kwanten è stato intervistato per la rivista italiana "Amica", sul sito  "Lei Web", possiamo leggerla per intero, e anche se è dello scorso novembre, vale la pena darci un occhiata. Le foto sono state scattate dal Luca Babini.

Qui di seguito vi riporto l'intera intervista:

«Tra i vampiri è un playboy assatanato. Nella realtà detesta le donne che fingono ... »

«Fa piacere essere ammirati, l’importante è che chi ti guarda non si fermi all’apparenza». Il corteggiatissimo Jason Stackhouse di True Blood (storia di vampiri in onda su Fox e Mtv) nella serie è un fisicatissimo tombeur de femmes e le sue conquiste sono il fulcro di scene molto esplicite.Ma Ryan Kwanten, trentaseienne di Sidney, di essere un sex symbol se ne infischia.


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Quanto conta avere un fisico perfetto per un attore?

«Dipende dai ruoli. Se sei sempre sotto i riflettori, devi restare in forma. Ma senza eccedere, per non diventare ridicoli».

Che rapporto ha col suo corpo?

«Ho fatto molto sport e mi sono più volte rotto le ossa. Anni fa lo zigomo sinistro, e da allora non posso più fare l’occhiolino».

Sul web i video di Jason e delle sue performance erotiche spopolano. Nella vita è così donnaiolo?

«In realtà sono molto diverso. Conto più sulla mia personalità che sul fisico. Sono ambizioso e orgoglioso, ma credo che piacciano soprattutto la sincerità e la semplicità con cui mi propongo».

Che cosa le piace in una donna, tanto da farla innamorare?

«Mi piace chi non si nasconde. Detesto chi indossa una maschera o si finge qualcosa che non è».

Pregio e difetto della fama.

«Il difetto è che perdi la privacy. E anche i tuoi familiari, le persone che ti stanno vicino. Il pregio è la visibilità: puoi attirare l’attenzione e farti ascoltare più di chi è sconosciuto. Per esempio, io sono impegnato con City of Hope, un’associazione per la lotta contro il cancro, e mi rendo conto di quanto sia facile chiedere solidarietà se sei famoso».

Com’è nato questo impegno?

«Mia mamma ha avuto un tumore, da cui è guarita: senza la ricerca e la prevenzione sarebbe andata diversamente».

Sogno segreto?

«Un film in cui, come l’araba fenice, risorgo dalle ceneri».

Australians do it better?

«Lo sta dicendo lei!».

Fonte 1

Fonte 2

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